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Privacy e condominio: quali regole?

Perchè la privacy in Condominio?

Vi starete chiedendo che senso o che nesso abbia il GDPR e la privacy con il Condominio.
Visto che esso rappresenta
l'emblema della convivenza tra numerose persone, da qui possono nascere diverse esigenze di privacy e riservatezza tra condomini e non.
I dati personali, se divulgati senza le necessarie accortezze, possono rivelare informazioni che potrebbero ledere la riservatezza ed il quieto vivere dei condomini.

Chi regola ed attua la privacy in Condominio?
Individuiamo la figura dell’amministratore come responsabile del trattamento dei dati personali all’interno del condominio.

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In effetti è l'amministratore  il soggetto demandato al trattamento di una serie di dati personali, , ed è obbligato ad adottare opportune misure cautelative e di sicurezza per impedirne l'abuso e la sottrazione.

 

 

Trattamento dei dati personali in Condominio

Quali sono, quindi, i dati personali che sono soggetti a trattamento in Condominio?
Si parte dalle generalità dei condomini:

 

  • anagrafe, codice fiscale, residenza e/o domicilio, dati catastali delle unità immobiliari. Questi anche per le persone non facenti parte del Condominio, ma che sono titolari di diritti reali e di godimento di immobili all’interno dello stabile;
  • dati sanitari, nei casi in cui c’è la presenza di un dipendente del condominio, nei casi di sinistri che riguardano persone fisiche, nei casi in cui si predisponga una pratica per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • dati delle assemblee condominiali;
  • dati della bacheca condominiale;
  • tabelle millesimali;
  • videosorveglianza.

 

Per quanto concerne la bacheca condominiale, possono essere affissi solo avvisi di carattere generale, non comunicazioni relative ai singoli condomini o ai verbali di assemblea.
Non possono essere affissi avvisi riconducibili a singoli condomini o ad esempio sulle singole morosità, vista la possibile presenza di soggetti terzi.

 

Quali sono le responsabilità dell'amministratore con il GDPR?

In occasione di conferimento o rinnovo del mandato dell'amministratore, dovrà essere ben chiaro che egli assume l'incarico di responsabile del trattamento dei dati,

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Particolare attenzione nel Regolamento UE 2016/679 viene attribuita all'informativa. Un documento che viene  messo a disposizione di  tutti i condomini e che ha lo scopo di informare l'interessato circa:

  • le finalità del trattamento dei propri dati;
  • le modalità di trattamento,
  • tipologie di dati facoltative e obbligatorie;
  • i soggetti che possono venirne a conoscenza in qualità di autorizzati o responsabili del trattamento;
  • la loro comunicazione o diffusione;
  • il periodo massimo o il criterio di conservazione degli stessi;
  • i propri diritti e le modalità di esercizio degli stessi.

Tale documento dovrà contenere il nominativo del titolare /responsabile del trattamento ed i suoi recapiti.

 

I condomini possono fruire dei dati?

In qualità di condomini si può accedere:

  • ai propri dati archiviati e gestiti dall'amministratore;
  • ai dati degli altri condomini inerenti spese ed inadempimenti nell'ambito condominiale (secondo il principio di trasparenza);
  • al rendiconto del conto corrente del condominio, visionarne gli estratti bancari e/o postali tramite l'amministratore, ed ottenerne copia senza limitazione alcuna.

 

Violazioni e sanzioni

Per quanto riguarda la natura amministrativa, il GDPR ha stabilito rilevanti sanzioni che si vanno a dividere in due categorie: minore e maggiore gravità.

Perla prima categoria di violazioni, di minore gravità, sono previste sanzioni per il titolare del trattamento (Condominio) fino a 10.000.000 euro; per i la categoria di maggiore gravità, le sanzioni ammontano fino a 20.000.000 euro.

L'organo competente alla protezione dei dati personali e che sanziona le violazioni è il Garante per la protezione dei dati personali . Nel valutare caso per caso le violazioni farà riferimento alla natura, alla gravità, alla durata della violazione ed alla categoria dei dati personali coinvolta.

 

Si specifica che gli importi indicati sono quelli massimi applicabili e di contro, a differenza del D.lgs. 196/2003, non c’è alcun riferimento alla sanzione minima quindi sarà la stessa Autorità di controllo a determinarne l’ammontare caso per caso.